Una focaccia può risultare alta e soffice oppure piatta e asciutta anche usando gli stessi ingredienti: spesso la differenza sta nelle proporzioni. Qui raccolgo le dosi per una teglia standard, il metodo per ridimensionarle, la quantità di lievito in base ai tempi e gli accorgimenti che aiutano a ottenere un impasto ben alveolato.
Le proporzioni giuste rendono la focaccia più semplice da gestire
- 500 g di farina sono ideali per una teglia da 30 × 40 cm.
- L’idratazione consigliata è del 70%, quindi 350 g di acqua.
- Servono 10 g di sale e circa 25 g di olio extravergine nell’impasto.
- Il lievito cambia in base alla fermentazione: 2-3 g fresco per una maturazione lunga, 8-10 g per una preparazione in giornata.
- La cottura richiede normalmente 230-250 °C per 18-25 minuti.

Le dosi della focaccia per una teglia da 30 × 40 cm
Per una focaccia casalinga soffice, con fondo ben cotto e superficie dorata, io parto da una formula semplice basata su 500 g di farina. È una quantità equilibrata per una teglia da 30 × 40 cm, purché l’impasto venga steso senza sgonfiarlo.
| Ingrediente | Quantità | Percentuale sulla farina |
|---|---|---|
| Farina di grano tenero | 500 g | 100% |
| Acqua | 350 g | 70% |
| Sale | 10 g | 2% |
| Olio extravergine d’oliva nell’impasto | 25 g | 5% |
| Lievito di birra fresco | 2-10 g | In base ai tempi |
Con queste dosi si ottengono circa 890 g di impasto. Il 70% di idratazione dà una mollica morbida e leggera, ma non è ancora così liquida da diventare difficile per chi impasta a mano.
Per completare la superficie preparo anche una piccola salamoia con 40-50 g di acqua, 25 g di olio e 3 g di sale. Non va necessariamente usata tutta: dipende da quanto è spessa la focaccia e da quanto la si preferisce saporita e unta.
Come calcolare le quantità in base alla teglia
La teglia cambia il risultato più di quanto si pensi. Con lo stesso impasto, una superficie grande produce una focaccia più sottile, mentre una teglia piccola la rende alta e più adatta a essere farcita.
| Teglia | Farina | Acqua al 70% | Sale | Olio nell’impasto | Impasto totale circa |
|---|---|---|---|---|---|
| 25 × 35 cm | 365 g | 255 g | 7 g | 18 g | 650 g |
| 30 × 40 cm | 500 g | 350 g | 10 g | 25 g | 890 g |
| 40 × 40 cm | 665 g | 465 g | 13 g | 33 g | 1.180 g |
| 60 × 40 cm | 1.000 g | 700 g | 20 g | 50 g | 1.780 g |
Per una focaccia alta considero circa 0,7-0,8 g di impasto per cm² di teglia. Se la vuoi sottile, puoi scendere verso 0,55-0,65 g/cm²; se desideri una base spessa e molto soffice, sali a 0,85 g/cm².
Questa formula è più affidabile del semplice “raddoppiare la ricetta”. Una teglia da 40 × 40 cm, infatti, ha una superficie di circa 1.600 cm², mentre una da 30 × 40 cm arriva a 1.200 cm²: la differenza è di un terzo, non di metà.
Farina, acqua e lievito cambiano davvero il risultato
La farina più adatta
Per un’idratazione del 70% scelgo una farina di tipo 0 o tipo 1 adatta alla panificazione, con una buona capacità di assorbimento. Una farina con circa 12-13% di proteine sostiene meglio la lievitazione e permette di lavorare un impasto elastico.
Con una farina debole, la stessa quantità d’acqua può rendere l’impasto molle e poco strutturato. In quel caso conviene iniziare con 330 g d’acqua e aggiungere il resto solo se l’impasto riesce ad assorbirla.
Il lievito in base alla fermentazione
Usare molto lievito non rende automaticamente la focaccia migliore. Io preferisco ridurlo quando posso, perché una fermentazione più lunga sviluppa più profumo e sapore e rende l’impasto meno dipendente dal gusto del lievito.
| Tempo disponibile | Lievito fresco per 500 g di farina | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| 6-8 ore a temperatura ambiente | 8-10 g | Adatto alla preparazione in giornata |
| 12-16 ore a temperatura ambiente fresca | 4-5 g | Richiede una stanza non troppo calda |
| 18-24 ore con passaggio in frigorifero | 2-3 g | Più aroma e migliore organizzazione dei tempi |
| 24-48 ore in frigorifero | 1-2 g | Serve una farina ben strutturata |
Il lievito secco si usa in quantità molto inferiori: in linea generale, 1 g di lievito secco corrisponde a circa 3 g di lievito fresco. La temperatura resta decisiva: in estate l’impasto accelera molto e può essere necessario ridurre il lievito o anticipare il passaggio in frigorifero.
Il procedimento per una focaccia soffice e ben alveolata
- Mescola farina e circa 300 g d’acqua, poi lascia riposare 20 minuti. Questo breve riposo, chiamato autolisi, aiuta la farina ad assorbire l’acqua e facilita l’impasto.
- Sciogli il lievito nell’acqua rimasta e incorporalo poco alla volta. Quando l’impasto prende forma, aggiungi il sale e infine l’olio.
- Lavora l’impasto per 8-10 minuti, oppure esegui 3 serie di pieghe ogni 15 minuti. Deve diventare elastico, anche se resterà più morbido di un normale impasto da pane.
- Copri e lascia lievitare fino a un aumento di volume del 60-70%. Con poco lievito possono servire diverse ore, quindi non basarti solo sull’orologio.
- Ungi abbondantemente la teglia, trasferisci l’impasto e lascialo riposare 30-60 minuti. Allargalo con i polpastrelli senza trascinarlo con forza.
- Quando l’impasto è rilassato, forma i caratteristici buchi con le dita. Versa la salamoia, aggiungi eventualmente rosmarino o olive e cuoci.
Il segnale giusto prima della cottura è una superficie gonfia, con piccole bolle visibili e una consistenza tremolante. Se l’impasto si ritira subito verso il centro, ha bisogno di un altro riposo di 15-20 minuti.
Cuocio nella parte medio-bassa del forno già caldo a 240 °C statici per circa 20 minuti. Se il fondo resta pallido, sposto la teglia più vicino alla base negli ultimi minuti; se la superficie scurisce troppo presto, abbasso a 220-230 °C.
Gli errori più comuni nelle dosi e nella lavorazione
Pesare l’acqua “a occhio”
Una differenza di 30-40 g d’acqua su 500 g di farina cambia completamente la consistenza. Per questo uso sempre una bilancia: il 70% di idratazione significa 350 g d’acqua ogni 500 g di farina, non una quantità generica “a bicchiere”.
Aggiungere farina perché l’impasto è appiccicoso
All’inizio è normale che l’impasto aderisca alle mani. Aggiungere farina lo rende più facile da maneggiare, ma spesso porta a una focaccia compatta e asciutta. Meglio ungere leggermente le mani e usare pieghe o riposi per rafforzare la struttura.
Confondere lievitazione e maturazione
La lievitazione riguarda soprattutto l’aumento di volume, mentre la maturazione è l’evoluzione dell’impasto nel tempo. Un impasto può crescere rapidamente con molto lievito, ma non avere lo stesso aroma di uno maturato più lentamente.
Stendere l’impasto con il matterello
Il matterello elimina parte dell’aria accumulata durante la fermentazione. Io preferisco usare i polpastrelli, partendo dal centro e spingendo delicatamente verso i bordi, così conservo le bolle nella mollica.
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Esagerare con l’olio in superficie
L’olio serve a proteggere la pasta e a favorire una crosta saporita, ma troppo olio può lasciare il fondo pesante. Per una teglia da 30 × 40 cm, oltre ai 25 g nell’impasto, considero sufficienti 25-35 g tra teglia e salamoia, regolandomi anche in base al tipo di teglia.
La formula da ricordare per adattare ogni ricetta
Per non dipendere da una singola ricetta, memorizzo quattro percentuali: 70% acqua, 2% sale, 5% olio e lievito variabile. La farina resta la base del calcolo, quindi ogni ingrediente viene pesato in rapporto al suo peso.
- Con 750 g di farina servono circa 525 g d’acqua, 15 g di sale e 38 g di olio.
- Con 300 g di farina servono circa 210 g d’acqua, 6 g di sale e 15 g di olio.
- Per una focaccia più croccante si può scendere al 65% di idratazione.
- Per una focaccia molto soffice e ricca di bolle si può salire al 75-80%, ma occorrono farina, pieghe e gestione più precise.
La scelta più equilibrata per iniziare resta il 70%: offre una mollica morbida senza trasformare l’impasto in una massa ingestibile. Quando avrai imparato a riconoscere volume, elasticità e bolle, potrai aumentare l’acqua con maggiore sicurezza e costruire una focaccia davvero adatta alla tua teglia e ai tuoi tempi.
