Focaccia barese fatta in casa, morbida e dorata

Chiara Sanna 14 maggio 2026
Focaccia barese dorata e fragrante, con pomodorini succosi e olive nere, pronta per essere gustata.

Indice

Quando una focaccia è dorata fuori, umida al centro e profumata di pomodoro, olio e origano, il confine tra pane e street food praticamente scompare. La focaccia barese è una specialità di Bari nata nei forni di quartiere, ma si può preparare bene anche a casa, a patto di rispettare idratazione, lievitazione e cottura. Qui trovi ingredienti, dosi, procedimento, errori comuni e differenze tra le varianti più diffuse.

La versione autentica punta su morbidezza, olio e semplicità

  • Impasto: semola rimacinata, acqua, lievito, sale e spesso patata lessa.
  • Condimento: pomodorini maturi, olive baresane, origano e abbondante olio extravergine.
  • Lievitazione: servono almeno 3-4 ore con metodo diretto, oppure una notte in frigorifero.
  • Cottura: teglia ben unta e forno molto caldo, idealmente tra 230 e 250 °C.
  • Risultato: bordo croccante, interno soffice e superficie leggermente umida grazie al succo dei pomodori.

Focaccia barese soffice e dorata, con pomodorini succosi e olive nere, condita con erbe aromatiche.

Che cosa rende speciale la focaccia di Bari

La focaccia barese non è semplicemente una pizza più alta. Ha un impasto più ricco d’acqua, viene cotta in una teglia generosamente unta e ha una mollica soffice, quasi elastica, con una base croccante e saporita. Il suo carattere nasce dall’equilibrio tra semola rimacinata, olio e condimento fresco.

Nella versione più riconoscibile compaiono pomodorini schiacciati con le mani, olive baresane e origano. La patata lessa nell’impasto è molto comune e aiuta a trattenere l’umidità, ma non tutte le famiglie o tutti i panifici la usano: esistono ricette locali leggermente diverse, tutte legate alla stessa idea di focaccia alta, rustica e generosa.

La tradizione è associata ai forni pubblici di Bari Vecchia e all’uso di un impasto semplice per testare il calore del forno prima della cottura del pane. Che questa sia l’origine esatta o una ricostruzione tramandata nel tempo, il principio resta interessante: pochi ingredienti e una tecnica precisa possono creare un prodotto molto più complesso di quanto sembri.

Gli ingredienti giusti per una teglia da 30 centimetri

Per ottenere una focaccia alta circa 2,5-3 centimetri uso una teglia rotonda da 30 centimetri oppure una rettangolare di dimensioni simili. Le dosi sotto sono pensate per una focaccia da dividere in 4-6 porzioni.

Ingrediente Quantità Funzione
Semola rimacinata di grano duro 400 g Colore dorato e struttura
Patata lessa schiacciata 150 g Mollica morbida e umida
Acqua tiepida 300-330 ml Idratazione dell’impasto
Lievito di birra secco 4 g Lievitazione
Sale fino 10 g Sapore e tenuta dell’impasto
Olio extravergine d’oliva 40 ml nell’impasto, più quello per la teglia Aroma, morbidezza e croccantezza
Pomodorini 250-300 g Acidità e succosità
Olive baresane 80-100 g Sapidità e carattere
Origano e sale Quanto basta Profumo e finitura

La patata va lessata con la buccia, ancora meglio se al vapore, così assorbe meno acqua. Dopo averla schiacciata, falla intiepidire: inserita bollente può rendere l’impasto appiccicoso e rallentare l’azione del lievito. Per la semola sceglierei una macinatura fine e non una farina 00 usata da sola, perché perderebbe parte del profilo rustico e del colore tipici di questa preparazione.

L’acqua indicata è volutamente un intervallo. Semole diverse assorbono quantità diverse e una patata più acquosa cambia molto la consistenza. L’impasto deve risultare morbido e leggermente appiccicoso, non compatto come quello del pane da modellare.

Come preparare l’impasto senza perdere morbidezza

1. Mescola e lascia riposare

Versa in una ciotola la semola, la patata schiacciata e circa l’80% dell’acqua. Aggiungi il lievito, impasta brevemente e lascia riposare per 15 minuti. Questo riposo, simile a una breve autolisi, permette alla semola di idratarsi e riduce la necessità di aggiungere farina.

2. Completa l’impasto

Unisci il resto dell’acqua poco alla volta, poi il sale e infine l’olio. Lavora l’impasto per 8-10 minuti, a mano o con il gancio a bassa velocità, finché diventa più liscio e prende elasticità. Non inseguire una superficie perfetta: l’obiettivo è incorporare bene gli ingredienti senza surriscaldare la massa.

3. Fai partire la lievitazione

Copri la ciotola e lascia lievitare a circa 24-26 °C per 2 ore, o fino a quando il volume aumenta visibilmente. Per un gusto più complesso puoi ridurre il lievito a 1-2 grammi e lasciare l’impasto in frigorifero per 12-18 ore, riportandolo a temperatura ambiente prima di stenderlo.

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4. Trasferisci nella teglia

Ungi la teglia con almeno 2 cucchiai di olio e rovescia l’impasto al centro. Ungi anche la superficie, poi allargalo con i polpastrelli senza sgonfiarlo completamente. Se tende a ritirarsi, aspetta 10 minuti e riprendi: forzarlo in quel momento significa strappare la maglia glutinica.

Lascia lievitare nella teglia per altri 60-90 minuti. Questo secondo riposo è quello che crea la mollica piena d’aria e impedisce di ottenere una base pesante. Nella mia esperienza è più importante rispettare questa fase che impastare a lungo.

Il condimento e la cottura fanno la differenza

Spezza i pomodorini con le mani direttamente sopra l’impasto, lasciando cadere anche parte del loro succo. Aggiungi le olive, l’origano, un pizzico di sale e un filo abbondante di olio. Il pomodoro non deve coprire tutta la superficie come una salsa: gli spazi di impasto visibili aiutano a mantenere il giusto rapporto tra mollica, crosta e condimento.

Cuoci in forno statico preriscaldato a 240 °C, sistemando la teglia nella parte medio-bassa, per circa 20-25 minuti. Se il fondo è ancora pallido, sposta la teglia sul ripiano più basso per gli ultimi 3-5 minuti; se la superficie scurisce troppo presto, abbassa a 220-230 °C.

Il tempo dipende dalla teglia e dal forno. Una teglia in ferro sottile tende a colorire meglio il fondo, mentre una teglia spessa richiede più tempo per accumulare calore. La focaccia è pronta quando il bordo è ben dorato, il fondo è asciutto e la superficie appare lucida ma non bagnata.

Appena sfornata, lasciala riposare per 10 minuti prima di tagliarla. Servita bollente può sembrare ancora umida al centro, mentre un breve riposo stabilizza la mollica senza farle perdere fragranza.

Gli errori che portano a una focaccia piatta o pesante

  • Aggiungere troppa farina: rende l’impasto più facile da lavorare, ma produce una mollica asciutta e compatta.
  • Usare pomodori freddi e molto acquosi: abbassa la temperatura dell’impasto e può lasciare zone crude in superficie.
  • Ridurre drasticamente l’olio: la base perde la tipica crosticina e si attacca più facilmente alla teglia.
  • Saltare la seconda lievitazione: la focaccia cresce meno e sviluppa una struttura irregolare.
  • Infornare a forno tiepido: l’impasto si asciuga prima di gonfiarsi e il risultato resta pallido.
  • Schiacciare con il mattarello: elimina l’aria accumulata durante la lievitazione e rende il bordo uniforme ma poco soffice.

Un errore meno evidente riguarda il sale. Se lo aggiungi direttamente sul lievito in quantità concentrata puoi rallentarne l’attività; meglio incorporarlo dopo la prima miscelazione con farina e acqua. Anche l’origano va dosato con misura: deve profumare il condimento, non coprire il gusto della semola e dell’olio.

Varianti, abbinamenti e conservazione

La versione con pomodorini e olive è quella che associo più facilmente ai forni baresi, ma le varianti sono numerose. Alcune includono patate a fettine in superficie, altre rinunciano ai pomodori e puntano sulle olive, mentre le preparazioni domestiche possono usare una parte di farina di grano tenero insieme alla semola.

Variante Che cosa cambia Quando sceglierla
Pomodorini e olive Più succosa e saporita Per uno spuntino completo o un aperitivo
Con patate in superficie Più rustica e croccante sopra Quando vuoi una focaccia più sostanziosa
Solo olive e origano Più asciutta e intensa Per accompagnare salumi, formaggi o verdure
Senza patata nell’impasto Mollica un po’ meno fondente Se preferisci una preparazione più semplice

La servirei tiepida, da sola oppure con verdure grigliate, burrata e salumi non troppo salati. Per conservarla, avvolgila una volta fredda e consumala entro 24 ore; prima di servirla puoi ravvivarla in forno a 180 °C per 5-7 minuti. Il frigorifero tende a irrigidire l’amido, quindi lo userei solo se il condimento è particolarmente umido o se devi conservarla più a lungo.

Il dettaglio decisivo per portare Bari nella tua cucina

La preparazione riesce quando smetti di trattarla come una pizza da stendere sottile. L’impasto deve rimanere idratato, la teglia deve essere ben unta e il forno deve essere già molto caldo: sono questi tre elementi a costruire fondo croccante, cuore soffice e superficie saporita.

Non inseguire una ricetta unica e immutabile. La tradizione barese ammette differenze nella quantità di patata, nel tipo di olive e nell’altezza finale, ma non ammette una focaccia asciutta o poco condita. Se al primo tentativo risulta leggermente irregolare, considera il risultato un buon punto di partenza: con la stessa semola e una regolazione dell’acqua puoi avvicinarti rapidamente alla consistenza che preferisci.

Domande frequenti

Servono 400 g di semola rimacinata, 150 g di patata lessa, 300-330 ml di acqua, 4 g di lievito secco, 10 g di sale e 40 ml di olio nell'impasto. Per il condimento occorrono 250-300 g di pomodorini, 80-100 g di olive baresane, origano, sale e altro olio per la teglia.

Con il metodo diretto, l'impasto deve lievitare circa 2 ore a 24-26 °C, poi 60-90 minuti nella teglia. In alternativa, puoi usare 1-2 g di lievito e lasciare l'impasto in frigorifero per 12-18 ore, riportandolo a temperatura ambiente prima di stenderlo.

Ungi generosamente la teglia con almeno 2 cucchiai di olio, usa un impasto morbido e leggermente appiccicoso e non saltare la seconda lievitazione. Cuoci in forno statico preriscaldato a 240 °C, nella parte medio-bassa, per circa 20-25 minuti.

Le cause più comuni sono l'aggiunta di troppa farina, la riduzione eccessiva dell'olio, il mancato riposo nella teglia e il forno tiepido. Anche usare il mattarello elimina l'aria della lievitazione e rende la mollica meno soffice.

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Autor Chiara Sanna
Chiara Sanna
Mi chiamo Chiara Sanna e la mia passione per la pasticceria e la panificazione francese si è consolidata nel corso di 8 anni di studio e pratica. Ho iniziato questo percorso quasi per caso, affascinata dalla precisione e dall'eleganza delle tecniche francesi, e da allora non ho più smesso di esplorare questo mondo. Sul sito painauchocolat.it, mi dedico a svelare i segreti dietro ingredienti e preparazioni, cercando di rendere accessibili anche i concetti più complessi. Il mio obiettivo è condividere conoscenze accurate e aggiornate, aiutandovi a replicare a casa vostra la magia di un croissant sfogliato o la delicatezza di una crème brûlée, sempre con un occhio di riguardo alla chiarezza e alla comprensibilità.

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